Se durante la lezione qualcuno dopo due ore si lamenta di avere le dita dei piedi fredde o di avere dei punti di pressione, quasi mai è colpa del tempo. È colpa della scarpa.
Lo scarpone da sci di fondo è il punto di contatto tra te e lo sci. Ogni movimento di sterzata, ogni pressione sulla lamina e ogni spinta passa attraverso di lui. Eppure, quando lo compri, spesso lo consideri una cosa secondaria.
Mi capita spesso di vedere gente che usa sci costosi abbinati agli scarponi più economici. A dire il vero, sarebbe più sensato fare il contrario.
In questo articolo ti spiego quali sono gli aspetti fondamentali da considerare quando scegli le scarpe da sci di fondo: calzata, sistema della suola, gambetto e gli errori più comuni che si commettono al momento dell’acquisto.
Skating o classico: due scarpe completamente diverse
I pattini da skating hanno un gambale alto e rigido che stabilizza lateralmente la caviglia. Quando pattini in stile skating, spingi sulla lamina e questo genera forti forze laterali. Senza il gambale, la caviglia si piega.
Le scarpe classiche hanno un taglio basso e sono decisamente più flessibili nella zona dell’avampiede. Durante il passo diagonale, il piede deve poter ruotare, e il tallone si stacca da terra a ogni passo.
Gli scarponi combinati cercano di soddisfare entrambe le esigenze. Hanno un gambale rimovibile o di media altezza e una suola di media rigidità. Per i principianti che non sanno ancora quale direzione prendere, sono una soluzione ragionevole. Chi ha già deciso, invece, scia decisamente meglio con uno scarpone specifico.
Il modo più veloce per capire quale stile fa per te è seguire un corso di sci di fondo. Lì potrai provarli entrambi prima di spendere soldi.
Il sistema di suola deve essere adatto alla scarpa
Ci sono essenzialmente due famiglie: NNN di Rottefella e i sistemi compatibili Prolink di Salomon e Turnamic di Fischer e Rossignol. Questi tre sono intercambiabili tra loro.
Inoltre, ci sono anche sistemi SNS più vecchi della Salomon. Questi non sono compatibili e ormai vengono prodotti pochissimo. Se li compri di seconda mano, fai attenzione a questo aspetto.
In pratica, questo vuol dire: compra sempre scarponi e attacchi insieme, oppure controlla bene prima cosa c’è montato sui tuoi sci. Uno scarpone che non si adatta all’attacco non serve a niente.
Vestibilità: il punto più importante in assoluto
Uno scarpone da sci di fondo deve aderire bene al tallone e lasciare spazio nella zona delle dita. Il tallone non deve sollevarsi durante la fase di spinta, altrimenti si verificano sfregamenti e la trasmissione della forza ne risente.
Lascia uno spazio di circa mezzo centimetro o un centimetro davanti alle dita dei piedi. Le dita devono potersi muovere. È proprio questo movimento che le tiene al caldo.
L’errore più comune è quello di indossare scarpe troppo strette, comprate pensando che le scarpe da sport debbano stare strette. Nel sci di fondo è vero proprio il contrario. Le scarpe strette ostacolano la circolazione e i piedi finiscono per raffreddarsi, indipendentemente da quanto siano spessi i calzini.
Calzini, calore e il metodo a strati per i piedi
Basta una calza tecnica da sottile a di medio spessore. Indossarne due paia una sopra l’altra è quasi sempre controproducente, perché rendono la scarpa troppo stretta.
Quando fa davvero freddo, i copriscarpe sono decisamente più efficaci dei calzini più spessi. Proteggono dal vento e dall’umidità senza alterare la vestibilità.
E un semplice consiglio pratico: mettiti le scarpe solo poco prima di partire e muoviti subito. Se stai venti minuti con le scarpe ai piedi nel parcheggio, partirai già con i piedi freddi.
Provare i vestiti: ecco come farlo nel modo giusto
Prova sempre nel pomeriggio o la sera, così i piedi sono leggermente gonfi e ti fai un’idea più realistica.
Porta con te i calzini che indossi anche quando corri. Alzati, fai qualche passo, appoggia bene la pianta del piede e fai attenzione al tallone.
Se puoi, aggancia lo scarpone all’attacco e solleva il tallone. Così capirai subito se lo scarpone segue il movimento o se sfrega.
Una corretta manutenzione allunga notevolmente la durata di vita
Dopo ogni uscita, pulisci la suola dalla neve e lascia asciugare gli scarponi a temperatura ambiente. Non metterli mai sul termosifone: la suola si incolla e il materiale diventa fragile.
Asciuga sempre a parte le solette estraibili. E una volta a stagione controlla che la suola non presenti crepe, soprattutto nella zona dell’attacco degli scarponi.
Gli scarponi da sci di fondo ben curati durano da cinque a otto stagioni. Questo giustifica l’investimento in un modello di buona qualità.
Conclusione
Quando compri gli scarponi da sci di fondo, la cosa più importante è la calzata, poi il sistema della suola e solo dopo il prezzo.
Tallone ben saldo, dita libere, polsino adatto allo stile. E controlla sempre che la scarpa e l’attacco siano compatibili tra loro.
Passa pure a trovarci nel nostro negozio a Lauscha oppure chiedimi pure su WhatsApp. Preferisco provare tre modelli piuttosto che vedere qualcuno tornare dalla pista con le vesciche ai piedi. Con affetto per lo sci di fondo, il tuo HaSi.




