Riscaldamento nordico: come riscaldarsi correttamente prima dello sci di fondo

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Il riscaldamento è la parte dell’allenamento che viene saltata più spesso. Ed è anche quella di cui ti accorgi solo all’ultimo momento, cioè quando inizi a sentire qualche fastidio.

Per me personalmente è un argomento molto importante, che cerco di trasmettere in tutti i corsi e le lezioni. Senza un riscaldamento adeguato, il corpo non è pronto a dare il massimo di cui è capace e il rischio di infortuni è molto più alto.

Nello sci di fondo c’è una particolarità in più: di solito parti con temperature sotto lo zero. Muscoli freddi, tendini freddi, eppure ti ritrovi subito a compiere un movimento complesso che coinvolge tutto il corpo.

Qui ti spiego come è strutturato un riscaldamento nordico, quali esercizi comprende e perché il defaticamento è altrettanto importante.

Perché il riscaldamento è così importante nello sci di fondo

Lo sci di fondo coinvolge fino al novantacinque per cento della muscolatura. Questo è il grande vantaggio di questo sport e, allo stesso tempo, il motivo per cui la preparazione deve essere così completa.

Quando i muscoli sono caldi, sono più elastici e performanti. La conduzione nervosa diventa più veloce, le articolazioni producono più lubrificante e la circolazione si adatta allo sforzo.

A questo si aggiunge l’aspetto coordinativo. Lo sci di fondo si basa sull’equilibrio e sul tempismo. Chi parte freddo e rigido, impiega venti minuti per trovare il giusto spostamento del peso e fino ad allora continua a commettere errori.

E, in pratica: se inizi dopo esserti riscaldato, senti meno freddo. La circolazione funziona bene e le mani e i piedi sono ben irrorati di sangue.

Il montaggio: tre parti in dieci-quindici minuti

La prima parte è il riscaldamento generale. Corri da cinque a otto minuti in modo molto rilassato, in piano, senza spingere troppo. Il battito deve aumentare, ma senza andare alle stelle.

La seconda parte è dedicata alla mobilizzazione. Fai dei movimenti circolari con le braccia, i fianchi e il busto, e sciogli le caviglie. Fai da dieci a quindici ripetizioni per ogni direzione.

La terza parte è dedicata alla preparazione specifica. Qui esegui i movimenti che farai tra poco in modo esagerato: grandi passi scivolati, movimenti di doppio appoggio accentuati, equilibrio su un solo sci.

Poi fai due o tre brevi accelerazioni da venti a trenta secondi ciascuna. Non a tutto gas, ma a ritmo sostenuto. A quel punto sei pronto.

Esercizi pratici per la pista da sci di fondo

Equilibrio su una gamba sola con lo sci: mettiti in piedi su uno sci, solleva leggermente l’altro e mantieni la posizione per cinque-dieci secondi. Questo esercizio attiva proprio i muscoli stabilizzatori di cui avrai bisogno tra poco.

Passo scivolato senza bastoncini: venti metri con passi volutamente lunghi, le braccia oscillano liberamente. Questo dà ritmo e favorisce lo spostamento del peso nel corpo.

Doppio passo senza gambe: resta sulla traiettoria e vai avanti solo con i bastoncini. Usa consapevolmente l’addome, non le spalle. Da dieci a quindici spinte.

Affondo laterale senza sci: prima di allacciarti gli sci, fai qualche affondo laterale. Ti aiutano ad aprire l’anca, cosa importante soprattutto prima delle sessioni di skating.

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Lo stretching statico non fa parte del riscaldamento

Lo stretching statico prolungato prima dell’allenamento è ormai superato. Riduce temporaneamente la tensione muscolare e quindi la potenza esplosiva.

Prima dell’allenamento ti alleni in modo dinamico: in movimento, con ampiezze controllate e sempre più ampie. Oscillazioni delle gambe, rotazioni dei fianchi, rotazioni delle braccia.

Lo stretching statico va fatto dopo l’allenamento, durante il defaticamento, quando i muscoli sono caldi e vuoi migliorare la tua flessibilità.

Il defaticamento: la seconda parte che spesso si dimentica

Anche il defaticamento dopo l’allenamento, con esercizi di stretching e una graduale riduzione dell’intensità, fa parte di ogni buon corso di sci di fondo.

In pratica, questo significa: fare una corsa di defaticamento molto tranquilla per cinque-dieci minuti, in modo che la circolazione si stabilizzi e i prodotti del metabolismo vengano eliminati.

Poi fai cinque minuti di stretching, concentrandoti sui flessori dell’anca, sulla parte anteriore e posteriore delle cosce, sui polpacci e sui pettorali. Mantieni ogni posizione per trenta secondi.

E cambiati subito. Raffreddarsi dopo un allenamento al freddo è il modo più veloce per prendersi un raffreddore.

Dopo allenamenti intensi: il mio consiglio per il recupero

Dopo gli allenamenti più intensi, è consigliabile fare una passeggiata con gli sci il giorno dopo, che non duri più di trenta-quarantacinque minuti, per smaltire il lattato accumulato.

In più, tanta frutta, magari una sauna, se la reggi, e ovviamente un po’ di riposo. Dopo un ritiro con diverse sessioni di allenamento, la sera puoi anche semplicemente non fare niente.

Perché, come dice un vecchio proverbio: nella calma sta la forza. Ti aiuterò volentieri a pianificare insieme come distribuire lo sforzo e il riposo nel corso della stagione, con un programma di allenamento personalizzato.

Conclusione

Da dieci a quindici minuti di riscaldamento nordico: riscaldamento leggero, mobilizzazione, preparazione specifica, qualche accelerazione.

Prima in modo dinamico, poi in modo statico. Il defaticamento e lo stretching fanno parte di ogni allenamento, anche se durano solo cinque minuti.

In tutti i miei corsi di sci di fondo è una parte fondamentale. Non come esercizio obbligatorio, ma perché fa davvero la differenza. Con affetto per lo sci di fondo, il tuo HaSi.

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